BORDOCAMPO: ALESSANDRA CHILLEMI

Oggi la nostra rubrica di interviste ospita la b-girl Alessandra Chillemi. Recente sponsorizzazione FILA, l’atleta messinese ci racconta, tra le altre cose, della preparazione a Parigi 2024, ovvero il debutto della breakdance ai Giochi Olimpici.

17 Maggio 2023

Raccontare l’universo FILA significa avere gli occhi costantemente volti al futuro, intercettando le figure capaci di incarnarne i valori già nel presente.
Un esercizio che oggi compiamo intervistando un’ospite d’eccezione, Alessandra Chillemi. Nata nel 1999 a Messina, Alessandra è una delle b-girls più note del panorama nostrano e ad inizio anno ha scelto il brand di origine biellese per la nuova immagine da sfoggiare on the floor. Insieme a lei abbiamo chiacchierato di radici, dei valori appresi ballando, delle sfide che il domani porta con sé: su tutte, la partecipazione a Parigi 2024, la prima Olimpiade ad annoverare la breakdance tra le discipline ammesse ai Giochi.

Ciao Alessandra, benvenuta sul Blog e nella famiglia FILA!
Eri già appassionata allo stile del marchio biellese?

ALESSANDRA CHILLEMI: Conoscevo FILA che è un brand prestigioso e sempre stato molto presente in vari sport e mi piaceva lo stile del marchio di origini italiana. Aver avuto la possibilità di avvicinarmi al marchio mi ha permesso di testare i prodotti durante le mie performance e sono molto soddisfatta sia per l’aspetto tecnico che per lo stile, i colori e la vestibilità degli articoli.

Quando e come nasce la tua passione per la breakdance?

AC: Ho iniziato all’età di 6 anni vedendo i miei vicini di casa ballare. Sono rimasta subito colpita da quel che facevano. Essendo una zona protetta (era una base della Marina Militare), potevo girare da sola anche a quell’età, quindi ho iniziato a capire gli orari ed i giorni in cui andavano per presentarmi nello stesso posto e copiare le loro mosse, di nascosto ed a loro insaputa. Prima di vederli e rimanere colpita da tutto ciò, ballavo danza classica ma sin da piccola ho capito che non faceva per me. Adesso io e quei due ragazzi grazie a cui ho iniziato siamo nello stesso gruppo (Marittimafunk Crew) e ho confidato loro che ho iniziato vedendoli ballare solo anni dopo.

I tuoi esordi come b-girl si compiono a Messina, con la crew Marittimafunk. Pensi che l’energia della Sicilia abbia un’influenza sul tuo approccio al breaking?

AC: Assolutamente sì! La Marittimafunk è la mia seconda famiglia, infatti sono entrata in crew all’età di 8 anni (l’unica femmina e piccola del gruppo) e mi hanno cresciuta come una sorella più piccola. Inoltre sono cresciuta ballando con loro alla stazione e non in una palestra, quindi questo mi ha sicuramente formata caratterialmente e lo si può rivedere nel mio ballo e quando sono in gara.

Quali sono i principali valori che la breakdance ti ha insegnato?

AC: I valori principali del breaking (e più in generale della nella cultura hiphop) sono: condivisione: anche tra “sfidanti” ci aiutiamo a migliorare e ci confrontiamo; rispetto; lealtà: ci si sfida fino “all’ultimo sangue” sul floor, ma una volta finita la battle ci abbracciamo, andiamo a mangiare assieme e siamo amici.

FILA ha sempre sponsorizzato le donne e creduto nel valore delle atlete. È un momento felice per le donne nella breakdance?

AC: Sì, è un momento felice. Quando ho iniziato a ballare c’erano poche donne (nel nostro linguaggio “bgirl”) nella scena, ma adesso il numero è cresciuto notevolmente e siamo rispettate e considerate alla pari dei “bboy”.

Un concetto che ribadisci spesso è la definizione di ‘atleta-artista’. Cosa significa per te questo binomio?

AC: Lo considero un po’ come il rapporto corpo-anima. Il breaking adesso è entrato come disciplina olimpica e viene considerato sport, ma rimane anche una bellissima arte. La frase che più ci rappresenta è “ci alleniamo come atleti, balliamo come artisti” poiché è importante avere un fisico pronto ed essere tecnicamente preparati, ma è importante avere anche una propria identità, arrivare al cuore di chi ti guarda ed esprimere bellezza con il proprio ballo.

L’anno prossimo prenderai parte alla XXXIII edizione dei Giochi Olimpici, la prima nella storia a vedere la breakdance tra le discipline ammesse ai Giochi. Come ti stai preparando e cosa ti aspetti da quello che sarà un traguardo importante nel tuo percorso professionale?

AC: Mi sto focalizzando al 1000% su questo. Mi sto allenando tanto per migliorarmi su tutti i punti di vista (fisico, mentale, tecnico ecc). Sto cercando di godermi il percorso al massimo senza troppe aspettative. Ho l’obiettivo di arrivare a Parigi 2024 e rappresentare al meglio, far conoscere a nuove persone la nostra bellissima cultura e i valori forti che ci stanno all’interno, portare freschezza in un contesto diverso da quello che ho vissuto finora e, ovviamente, si punta anche ad una medaglia.

Alessandra Chillemi, 2023

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Born in Biella in the foothills of the ltalian Alps, WONNIE is a ski-loving white bear. Because he is from the snow­covered Alps, he is vulnerable to hot weather, and despite his size he has timid personality so he is always blushing. WONNIE is a gentle bear with heart of gold who easily find faults with himself even with small things but never blames others.

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